sabato 25 marzo 2017

UMANITA’ UNITA E CONSAPEVOLE


Se sei capitato in questa pagina per caso o per qualsiasi motivo e non hai ancora letto il post precedente, ti informo che questo post è consequenziale e in ordine successivo al precedente: IL MONDO IN CUI VIVIAMO


Credo e sento che siamo a un punto di svolta. Il mio percorso spirituale mi ha condotto a studiare moltissimi argomenti, una volta ingeriti li ho elaborati, mettendoli anche in relazione tra loro, sono arrivato dunque a delle conclusioni che mi sono parse subito logiche e coerenti, pur sapendo perfettamente che non potevo considerarle verità. Successivamente ho integrato i risultati ottenuti dentro di me, nel senso che ho lasciato che entrassero nelle fibre del mio essere, scegliendo dunque, consapevolmente, di credere a quelle conclusioni, non come verità certe, ma come contenuti dei quali nel mio sentire ne stavo facendo esperienza. Quindi già ho fatto una scelta consapevole e responsabile che è molto diversa dal “credere” semplicemente. Quei contenuti sono diventati le mie verità, ciò a cui scelgo di credere.
Fino a quel punto, nonostante fossi consapevole di maneggiare argomenti enormi, forse i più grandi ai quali l’umanità possa accedere a questo livello evolutivo, realizzai che, più integravo dentro di me questi contenuti e più creavo una distanza tra ciò che stavo diventando, attraverso anche lo sforzo di modificare e/o gestire i miei pensieri, e ciò che di fatto ero nella materia. Le mie azioni iniziavano a non essere più allineate con ciò che io stesso stavo iniziando a essere dentro di me  e ho capito che stavo vivendo e generando un’incongruenza, se vogliamo un conflitto al mio interno. È stato un momento particolarmente difficile perché ho capito che se volevo essere davvero ciò che stavo credendo giusto, dovevo iniziare a modificare moltissime azioni che sono considerate la normalità, invece, in questa civiltà.
Quindi avevo due scelte: o abbandonavo tutto, abbassavo la testa, rinunciavo alle grandi interpretazioni che avevo già dato dell’esistenza, abbandonavo quel senso di giustizia cosmica che mi si era espanso dentro e tutto questo per mancanza di coraggio di guardarmi allo specchio e ritornavo ad essere un uomo piccolo piccolo, ubbidiente e intimorito
Oppure
Se volevo stare dentro alle grandi teorie che capivo e che mi si muovevano ormai dentro, dovevo diventarle in tutto e per tutto, anche nella mia manifestazione pratica materiale: le mie azioni. Quindi non solo teoria, ma anche pratica.
Quando ho capito i meccanismi che producono le più grandi ingiustizie di questa civiltà, le loro fonti e tutte le dinamiche intrecciate che si concatenano in cause e conseguenze, ho cercato di vedere dove si inserivano le mie azioni, che seppur piccole e apparentemente insignificanti, contribuivano a mantenere in piedi proprio ciò che iniziavo a considerare non buono, nel suo significato assoluto.
Quindi ho fatto la coraggiosissima scelta di iniziare a cambiare, davvero, in profondità, non solo il cuore ma anche le azioni.
“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” Gandhi
Ecco che prendeva improvvisamente significato questa frase, che come molte altre, ridondano nelle bocche di tutti coloro che stanno facendo il loro faticosissimo percorso spirituale, ma che ho intuito, probabilmente, come me prima, molti non ne colgono il vero significato pratico finché non diventano in tutto e per tutto questo concetto.
La difficoltà è enorme. È un passaggio grandissimo e sofferto: se la tua coscienza si eleva davvero, non puoi più vivere e partecipare a questa civiltà. Non puoi più mantenerla, sostenerla, finanziarla. Perché  stiamo continuando a mantenere, a sostenere e finanziare ciò che sappiamo essere molto molto sbagliato.
Faccio un esempio: se vi trovaste per qualche ragione ad aiutare una banda di criminali, in qualche modo: li aiutate in casa, gli fate la spesa, cucinate per loro, poi magari vi chiedono anche di pulire le loro armi, vi mandano ad acquistare le munizioni… prima o poi, la vostra coscienza, come reagirebbe? Vi sentireste nel giusto di aiutare questi criminali? Tenente conto che questi ogni giorno escono e stuprano, uccidono, rapinano… quindi vi sentireste nel giusto a contribuire, come in una squadra a tutto ciò? È vero, le vostre mansioni apparentemente non sono legate ai crimini. Vi sentireste nel giusto o ad un certo punto la vostra coscienza inizierebbe a farsi sentire anche se magari non avete ancora il coraggio di smettere. Andando avanti, dopo moltissimi crimini, potreste arrivare al punto che vi allineate alla vostra coscienza, nonostante la paura, e vi rifiutate di partecipare. Ecco! Questa realtà è la stessa cosa solo che abbiamo due problemi davanti: uno è che questa realtà è in grande scala, è talmente grande che non la vediamo per quello che è davvero; due è che ci siamo nati e cresciuti dentro quindi diventa difficile renderci conto, dall’interno, di che cosa è davvero.
Passare dalla teoria alla pratica è uno scalino gigante perché abbandoni volontariamente ciò che inizi a considerare la tua cella, stretta sì ma anche fonte di ipocrite certezze e meschine sicurezze, per andare incontro alle paure più grandi prodotte da questa civiltà … ma se hai il coraggio di guardarti allo specchio, se vuoi ancora guardarti allo specchio, non hai scelta.
Questa civiltà produce tutto, le ingiustizie, le false comodità e sicurezze e gli strumenti di controllo. Non conformarsi alla condotta imposta sembra produrre tutta una serie di conseguenze che inducono i cittadini a comportarsi in un certo modo NON perché sentano il senso di giustizia morale ma perché hanno paura delle minacce se non fanno ciò che il sistema si aspetta da loro. Già questo meccanismo non può produrre nulla di buono: anche se la maggior parte delle coscienze non ne è consapevole, subiscono  e creano al contempo questo campo enorme di negatività che determina tutta la nostra esistenza: guerre, malattie e insofferenza sociale. Come ho già spiegato nel testo “Il mondo in cui viviamo” credo che ci siano dei significati profondi dietro a tutto questo disegno che ci spingono ad elevarci al di sopra di esso applicando però i grandi insegnamenti spirituali e che se applicati fino in fondo ci esortano ad agire anche nella pratica e non solo nella teoria.
Del resto come potrebbe non essere così?
Il mondo manifesto esiste. Il disegno ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: capitali e multinazionali che controllano i governi, (quindi come si fa a dare ancora credito ai governi?) l’apparato militare che ubbidisce agli ordini senza pensare (e questo viene considerato un pregio, una virtù), l’industria farmaceutica che guadagna miliardi sulle malattie (a me è bastato solo il dubbio che possano addirittura generarle per poi curarci per prenderne le distanze) e l’industria dell’energia, sono i nostri governanti. Sono le colonne che formano questa realtà. Questa civiltà NON è un nostro prodotto, ormai ci sono le prove tangibili di questo. È il prodotto di un’intelligenza che si “occupa” di noi dagli albori di questa civiltà, hanno creato noi e hanno creato il contesto in cui inserirci con gli scopi e gli obbiettivi già visti nel testo “Il mondo in cui viviamo”. Quindi se esiste una realtà manifesta, che non è un nostro prodotto, e in tutti i modi  è il punto di partenza per la nostra evoluzione, siamo inseriti in questo contesto e siamo chiamati a interagirvi (o a smettere, uscirne, dato che non è un nostro prodotto). Finora abbiamo studiato la teoria, ora serve l’azione pratica, basata sui grandi insegnamenti spirituali, ed è ciò che prima o poi dobbiamo fare tutti e tutti insieme. Sembra paradossale che il mettere in  pratica davvero i grandi insegnamenti ci induca  in realtà a smettere di fare azioni, ma secondo me il paradosso è a monte: elevo faticosamente la mia coscienza ma sto continuando a comportarmi come questo sistema si aspetta da me, come ho sempre fatto, come hanno sempre fatto tutti perché ci siamo nati e cresciuti dentro. È l’incongruenza che diventa paradossale.
È lo scalino finale, il più difficile, perché ci catapulta dentro alle nostre paure più grandi ma è l’unico modo che abbiamo per affrontarle e cercare di sorpassarle come dicono altri insegnamenti spirituali che nella teoria vengono ripetuti da tutti coloro che sostengono di essere in un percorso di crescita e di risveglio. Fare azioni straordinarie, dettate dalle nostre coscienze, nonostante la paura delle conseguenze. Non so se avete colto questo enorme aspetto: NONOSTANTE ! è questo che ci catapulta straordinariamente in avanti sul nostro percorso di crescita spirituale.
Peraltro se non  iniziamo noi, spontaneamente, a varcare certi limiti, abbiamo visto che la realtà ci obbliga a confrontarci comunque con grandi cambiamenti che possono essere prodotti da eventi catastrofici.
In tanti sentono che sta per succedere qualcosa, una guerra, un collasso ecologico, un collasso economico o forse tutte insieme che ci obbligherebbero ad affrontare le nostre paure più grandi e a fare il passaggio evolutivo che siamo chiamati a fare ma in modo indotto, brusco, violento e doloroso.
Perché non anticipare questa eventualità, che personalmente credo che sia alle porte, in modo adulto, responsabile e consapevole? Io credo che tutti gli eventi brutti successi finora, (guerre o catastrofi naturali) che si può dire siano stati comunque localizzati, siano una sorta di avvertimento di ciò che potrebbe succedere in grande scala. Sarebbe un atto finale che ci vedrebbe costretti a fare un’evoluzione verso un’umanità superiore ma avrebbe un altissimo prezzo da pagare perché non tutti riuscirebbero a farlo questo salto evolutivo.
Un’ avvertimento circa un potenziale cambiamento che noi percepiremmo come catastrofico ma ancora da non innescare per dare il tempo di maturare una nuova visione dell’esistenza …. e applicarla ….
Il percorso è individuale  ma è inserito in un contesto collettivo. Ognuno può fare solo la sua parte ma può farla NON  isolato, può e credo debba farla al fianco degli altri, tenendoci per mano. Ognuno può affrontare solo le sue paure, ma possiamo sostenerci a vicenda mentre lo facciamo. Questo creerebbe quello che credo siamo chiamati a fare prima o poi: un’Umanità Unita e Consapevole.
Unita negli intenti e rivolta all’esterno, al cosmo, pronta a incontrare i fratelli che ci hanno aiutato a fare il passaggio.
Quindi che cosa siamo chiamati a fare?
Credo nella maniera più assoluta che siamo chiamati a rifiutarci di partecipare alla creazione e al mantenimento  della negatività su questo pianeta,  farlo nell’unico modo possibile: interagendo con la realtà manifesta, ma con un azione straordinaria, inaspettata e consapevole.
Un’azione mai vista nella storia dell’umanità. Una rivoluzione concettuale pacifica:                                           mi rifiuto di partecipare, smetto di fare un lavoro se è inutile o dannoso, smetto di alimentare e finanziare il sistema con tasse o mutui, smetto di sottostare al dominio dell’industria farmaceutica … inizio a muovere pensieri e azioni nuove, in linea con il mio nuovo livello evolutivo. Promuovo, propongo e accolgo l’unione tra esseri umani pronti a sostenersi nella fasi iniziali di questa mai vista disubbidienza, affinché il numero di coloro che cambiano se stessi aumenti e si uniscano a creare questa nuova energia che presto sarà incontrastabile. Affronto le mie paure ma so che a fianco a me c’è un fratello che sta facendo la stessa cosa e ci sosterremo a vicenda.
Il passaggio successivo è la cooperazione anarchica e indipendente di tutte le attività etiche atte al nostro sostentamento attraverso la liberazione dei talenti e la condivisione dei risultati e dei prodotti. Molte attività che già facciamo in questo paradigma sono già etiche e necessarie, queste, ovviamente, non dobbiamo cessare di farle e chi cessa altre attività inutili o dannose può affiancare i primi e aiutare.
Dovete sapere che c’è chi ha già fatto questo salto da solo, in modo isolato, senza il supporto di un’energia collettiva unita nell’unico intento, applicando i grandi insegnamenti e costoro saranno le nostre guide che ci indicheranno la strada e ci ispireranno il coraggio.
Credo fermamente che questo periodo cosmico sia influenzato da un grande cambiamento energetico, un’energia nuova che sta arrivando dall’esterno e che sta influenzando un profondo cambiamento. Ma è un’opportunità perché non sarà questa  a salvarci ma è un’onda che si può cavalcare, una base di appoggio al nostro cambiamento interiore ma solo se lo esterniamo e lo mettiamo in pratica.
In altre parole credo che chi ha il coraggio di andare davvero verso la direzione che gli suggerisce la sua coscienza, che in questi anni si è faticosamente innalzata, chi ha il coraggio viene aiutato da questa energia nuova e ignorato dall’energia vecchia che domina questa civiltà. È il momento di fare il passaggio. Abbiamo tutti gli strumenti e l’energia nuova di supporto. Le condizioni ci sono ma dobbiamo farlo noi, fa parte del percorso evolutivo, probabilmente lo step finale, forse il più difficile ma il più meraviglioso. I fratelli stanno aspettando il nostro primo passo, ci verranno incontro. Credo che appena raggiungiamo una massa critica o un certo livello vibrazionale, è molto probabile che verremo contattati e aiutati, in molti modi anche pratici ad esempio con la free Energy. Coloro che ci sono sempre sembrati cattivi, in realtà stanno lavorando allo stesso scopo, ci stanno spingendo nella stessa direzione, da dietro, ci punzecchiano e usano strumenti dolorosi e appuntiti per farlo perché non c’è altro modo visto che  siamo chiamati a fare noi un atto straordinario, che parta dal nostro essere interiore e svalichi le paure.
Ricapitolando: siamo chiamati a costituire una coscienza collettiva unita in un unico intento di alta vibrazione, e quale opportunità migliore di un paradigma negativo da trascendere (trans – ascendere, salire: passare attraverso per ascendere) per usarlo come base a tale scopo? Promuovo dunque l’idea nuovissima di UNIRCI in un unico intento che diventa un unico organismo, sentirci supportati dall’insieme delle nostre coscienze unite e prendere coraggio per fare un passaggio inevitabile, all’interno dell’applicazione dei grandi insegnamenti spirituali, che ci vedrà assumere comportamenti completamente nuovi e mai visti nella storia dell’umanità: smettere e rifiutarsi di supportare in tutti i modi possibili questo sistema, questi governi e questa civiltà, almeno nei suoi aspetti atroci, assurdi e perversi; smettere di pagare tasse e imposte che alimentano e finanziano il sistema con la nostra energia, mutui, affitti*, smettere di fare  lavori dannosi e/o inutili (ognuno si chieda se il suo lavoro contribuisce in qualche modo alla distruzione, allo sfruttamento indiscriminato delle risorse o anche se toglie tempo e energie ad attività più utili portate avanti da altri ai quali si può andare a dare una mano). FARE RETE . Ci troveremo pronti ad aiutarci l’uno con l’altro se necessario tenendo alto l’obbiettivo che chiunque deve avere il minimo necessario e le cure alternative. Tenteremo con tutti gli sforzi possibili e immaginabili di sorpassare il denaro e il baratto e approdare all’unico modello possibile nelle frequenze superiori che è la condivisione. Nemmeno il baratto produce alte frequenze perché implica una separazione: io do a te questa cosa solo se tu dai a me quell’altra cosa. La condivisione invece implica uno sforzo comune alla produzione di ciò che è necessario per tutti, attraverso la liberazione dei talenti e la ripartizione del prodotto a ciascuno. Molto probabilmente questo sarà l’inizio di qualcosa di nuovo che prenderà forma nel suo divenire. È ragionevole pensare che i più alti obbiettivi vengano raggiunti per gradi ma da qualche parte bisogna iniziare. Saremo aiutati e ispirati. Ci impegneremo nella promozione di questo nuovissimo concetto in tutti quegli ambienti che sappiamo essere pronti ad accoglierlo. Ci adopereremo per fare formazione atta all’unificazione e applicazione pratica fino ad arrivare ad un unico intento, di tutti i più grandi insegnamenti spirituali che arrivano a noi fin dai tempi più antichi. Lasceremo che le menti più brillanti vengano ispirate per la creazione di idee e proposte da attuare nei passi successivi di questo meraviglioso e mai visto movimento. Molto presto ci troveremo tutti ad avere più del necessario e avremo anche libertà d’espressione e con la tecnologia buona ed etica avremo molte possibilità che oggi non abbiamo o non abbiamo tutti e dobbiamo pagare per averle, esempio viaggiare. In più se dovessimo davvero venire contattati, avremo tutti gli aiuti e grandi feste per essere riusciti a varcare l’ultimo traguardo.
Quando hai la possibilità di vivere in una casa gratuitamente, quando hai la possibilità di esprimere liberamente i tuoi talenti (io ad esempio adoro fare il pane, coltivare la terra e ristrutturare le case) quando ti nutri  tutti i giorni con del buon cibo, quando puoi scoprire che non serve lavorare all’infinito e che quando non c’è necessità di  produrre nulla ci si può fermare e godersi l’esistenza, quando puoi condividere il tuo tempo gioiosamente con altre persone, quando sei circondato da amore e abbondanza in una società che prospera davvero, quando puoi viaggiare gratuitamente in ogni dove e scoprire altri luoghi e forse altri piani di esistenza, cosa vuoi di più?
Non cadere nell’errore di credere che tutto questo sia subordinato ad una economia che produce i mezzi finanziari adatti a sufficienti a sostenerlo o peggio ancora subordinato alla presenza di un governo. Questo che siamo costretti a vivere è l’unico paradigma che ci hanno mostrato ma non è l’unico modo per ottenere la  meraviglia di un’esistenza sopra descritta, anzi, è il peggiore e infatti non la ottiene, solo che non siamo mai stati educati a contemplare altri paradigmi.
Non fare l’errore di credere che coloro che si rifiuteranno di partecipare a questa civiltà verranno perseguitati e puniti con tutte le conseguenze che sappiamo perché potrebbe non accadere mai a chi si libera da dentro se stesso, consapevolmente, divenendo finalmente un Essere Umano Cosmicamente Adulto, perché tutto il disegno di questa civiltà, comportamenti imposti e conseguenze per chi non si allinea, potrebbero essere stati proprio il meccanismo necessario a portare l’individuo a trascendere il sistema stesso. E una volta raggiunto quel livello, il sistema lo ignora perché con Lui ha finito il suo compito. Peraltro, il Nuovo Essere Umano Cosmicamente Adulto, sa perché conosce e applica i grandi insegnamenti spirituali, che eventualmente, se qualcuno gli muove contro ingiustizie, questi sarà il solo responsabile delle sue azioni e non ostacolerà minimamente il percorso e l’ascensione di chi è già in viaggio.
Muovi azioni straordinarie NONOSTANTE la paura, accederai a dimensioni superiori e scoprirai che era la tua paura l’unica realtà che dovevi sorpassare, tutto il resto ne era funzionale. Come potrebbe non essere così!?
Voglio credere questo e non penso che la realtà possa essere diversa, la responsabilità è solo nostra e i grandi insegnamenti ce lo hanno sempre detto.
Quindi, per accedere al meraviglioso mondo sopra descritto, serve un’umanità unita in un unico intento (il bene massimo possibile per tutti), serve rispetto per la Terra, servono le materie prime che amorevolmente ci offre da sempre, serve la capacità umana (i cervelli) e la buona volontà di operare insieme e condividere (e questo ci appartiene già, siamo noi). Non serve altro ed è di gran lunga più semplice attuarlo che sostenere il paradigma attuale. Peraltro il nuovo paradigma volge verso una prosperità e una crescita nel rispetto e nella felicità più assoluta, il vecchio invece  tende all’auto estinzione nel dolore e nella sofferenza.
È una visione straordinariamente nuova e non è per tutti. Credo che la maggior parte della gente non la comprenda nemmeno. Io personalmente non ho mai sentito nella realtà un progetto simile, una tensione di questa portata verso una direzione mai contemplata dall’umanità intera. Finora ci sono stati moltissimi tentativi di espandere la coscienza ma solo teoricamente oppure in modo isolato e/o individualmente. Affermo che non credo sia mai iniziato, finora, un movimento pratico collettivo e unito che applicasse davvero nella pratica e nella vita quotidiana i grandi insegnamenti che apprendiamo in tutti i libri e in tutte le scuole olistiche. Se qualcuno fosse a conoscenza che invece esiste già una realtà simile,  comunicatemelo e indicatemelo per favore, perché, oltremodo, ho un’incombente necessità di unirmici e di collaborare a farlo crescere, esattamente con gli stessi intenti che mi hanno spinto a pensarlo autonomamente.
La realtà nella sua manifestazione, che è determinata dalle caratteristiche oggettive di questa civiltà, con tutti i suoi lati oscuri, perversi e assurdi, richiede adesso, a mio avviso,  maggiori sforzi pratici che non sono altro che l’applicazione pratica dei grandi insegnamenti. Non credo sia sufficiente la meditazione anche di gruppo e tutte le discipline olistiche pur essendo nobilissime e importantissime attività. Non credo sia sufficiente il tanto bene detto pensiero positivo. Non credo siano sufficienti tutte le iniziative filantropiche, umanitarie, le iniziative di gruppi che spingono al grande risveglio, se sono tutte attività proposte e portate avanti da persone che poi, tornando a casa, continuano a mantenere e a sostenere questo sistema nelle azioni pratiche che facciamo da millenni. Tutte le attività sopracitate sono di un’enorme importanza ma sto dicendo, semplicemente, che SECONDO ME, non sono sufficienti e soprattutto a livello individuale, per chi si sforza davvero di crescere ed elevarsi, potrebbe diventare necessario allinearsi alle teorie che maneggia, prima o poi. Il potere dominante richiede un’azione concreta per poter essere trasceso: meditare non richiede nessun coraggio, smettere di partecipare a questa civiltà ne richiede molto e siamo proprio chiamati a fare questo qui ed ora.
Questa è una rivoluzione ideologica straordinaria, nel senso che non si è mai vista. Non si è mai vista perché è la prima rivoluzione della storia dell’umanità che non si oppone al sistema dominante, nemmeno ideologicamente, (caratteristica invece della politica) semplicemente lo ignora ed estrae la sua forza dai grandi insegnamenti spirituali. Questo ultimo concetto è la chiave per la comprensione sia del livello evolutivo a cui stiamo per accedere sia dei significati profondi di tutta la nostra storia. Il sistema dominante non viene attaccato in nessun modo e rimarrà a disposizione di coloro che ne traggono presunti vantaggi o non hanno il coraggio di sganciarsi. Rispettare l’esistenza del sistema dominante, pur scegliendo coraggiosamente di non parteciparvi più, è il risultato dell’applicazione pratica di uno dei più grandi insegnamenti spirituali che promuove unione e non separazione, rispetto anche di ciò che non ci identifica più perché ci è servito ad elevarci al di sopra di esso e ad indicarci la strada alternativa che vogliamo percorrere adesso: “Metti energia in quello che vuoi e non metterla contro ciò che non vuoi”. Inevitabilmente si creerà una dimensione parallela, gioiosa e felice che varcherà i confini terrestri per accedere a realtà superiori; gli altri rimarranno in ciò che credono sia giusto per loro e nessuno di noi muoverà energie per modificare o alterare questo. L’unico risultato che potrebbe verificarsi in questo senso è che anche gli altri, a scaglioni, potrebbero unirsi al grande movimento del risveglio, dunque il sistema dominante si sgonfierebbe dal suo interno perché non alimentato più da nessuno e dal mio punto di vista, sarebbe un risultato meraviglioso. Sarebbe un risultato integrale privo della necessità di eventi catastrofici.
Le possibili contestazioni a questa idea le considero prodotte da menti non pronte a tale percorso perché sono altresi convinto che chi è pronto ma non ha ancora il coraggio per fare il primo passo, comunque accoglie questi concetti nel suo cuore e ne sente l’energia e l’alta vibrazione. Comunque , per onestà intellettuale, affermo che questa è solo una mia opinione. Ad ogni modo mi sento di specificare un concetto: chi eventualmente si preoccupa della delinquenza, ad esempio, in questa visione anarchica, sappia che il sistema dominante attualmente è il maggior produttore in sé stesso dei grandi disagi (ignoranza e povertà) che portano alla delinquenza: basterebbe la scomparsa del denaro per eliminare immediatamente, anche in questo orribile modello, la presenza di almeno il 90% dei crimini. Rifletteteci. In più abbiamo anche la consapevolezza, noi che finalmente applichiamo i grandi insegnamenti spirituali, che attiriamo ciò che crediamo, pensiamo, o ciò di cui abbiamo paura e che non abbiamo dunque bisogno di un governo che ci protegga dai delinquenti (che peraltro più che proteggere,  punisce loro quando li acciuffa producendo altro odio, altra violenza che a sua volta ne produrrà altra all’infinito) perché nel nuovo paradigma, non ce ne sarà, perché in un mondo dove tutti saranno felici, rispettati, ascoltati, dove tutti avranno il necessario e libertà d’espressione, non ci sarà possibilità alcuna di produrre negatività.
Mi rendo conto che sto portando la spiritualità dentro alla materia, e per materia intendo proprio il mondo fisico che è determinato dagli aspetti più assurdi e dolorosi di questa civiltà. Del resto come possiamo mantenere ancora separata la spiritualità dalla realtà? Oh sì, esistono molte persone che sono già in un esistenza il più possibile spirituale anche nella loro manifestazione pratica, ma ancora non siamo uniti in un unico popolo, un unico intento. Questo farà la differenza e si auto sosterrà nelle eventuali difficoltà iniziali ma ancor di più si sosterrà nell’affrontare le paure che abbiamo tutti …  se non le avessimo non ci sarebbe alcuno sforzo da fare che, se fatto, ci proietterà  in avanti sul nostro percorso e innalzerà notevolmente la nostra vibrazione.
Mi rendo conto che sto portando l’attenzione su un piano nuovo. Non affermo di essere l’unico o il primo, anzi spero il contrario, ma se qualcuno è già approdato alle stesse conclusioni, non ci ha ancora avvisato, almeno non mi risulta. Informatemi se ne siete a conoscenza perché è oltremodo necessario unirci a lui o a loro.
Mi rendo anche conto che ciò che dico  vi mette di fronte a voi stessi, perché se da un lato accogli l’informazione che questa civiltà è atrocemente assurda, se dal l’altro lato accogli l’informazione che la stiamo mantenendo noi operandoci dentro e finanziandola con tasse e imposte, io forzo la tua coscienza a renderti conto che ci sei inserito dentro e che sei un ingranaggio di ciò che hai appena capito essere enormemente sbagliato e ingiusto. Vedo le facce delle persone che capiscono il filo logico che propongo e che inevitabilmente realizzano che loro ne sono i co-responsabili e i co-creatori di fatto, anche se stanno maneggiando teorie e insegnamenti spirituali ai quali però non  sono ancora del tutto allineati nella pratica. Se conoscete tutte le teorie e le info che riguardano studi alternativi circa la  nostra esistenza (in campi come salute, politica, economia, energia ecc.), che ne mettono in luce gli aspetti assurdi, tragici e dolorosi, attraverso di me e le mie parole siete costretti a guardarvi dentro e riflettere sulle azioni che state ancora facendo come pagare e mantenere e/o operare nel sistema dal quale, a livello teorico, state già prendendone le distanze .
Siamo chiamati a scegliere e a creare il mondo in cui vogliamo vivere, ma nella pratica, nelle azioni, responsabilmente, consapevolmente e uniti in questo intento.
L’universo è Uno. Non esiste il male. Esiste un percorso di evoluzione che nel suo divenire richiede conoscenza, integrazione e applicazione attraverso il coraggio di ciò che il nostro essere è davvero, di ciò che immaginiamo, vogliamo e possiamo essere.

Le prime proposte pratiche a tutto questo enorme progetto potrebbero essere: iniziare a organizzare incontri a cadenza mensile nei quali ci si incontra e ci si confronta, nei quali si alimenta individualmente prima e in gruppo poi, il desiderio di svoltare definitivamente e di "sganciarsi" come sopra proposto; aiutarci vicendevolmente in questi propositi e creare le condizioni pratiche per poter fare il salto insieme; tendere a un contatto con entità superiori alle quali chiedere aiuto, forti e consapevoli del nostro desiderio di svoltare; tendere ad aumentare i partecipanti attraverso la condivisione e l'invito a partecipare usando la rete già esistente di contatti tra persone che sono già su un cammino spirituale o di crescita o di risveglio; tendere a conoscere in profondità il contesto planetario, le origini e gli aspetti di questa civiltà in modo da elaborare una chiara e consapevole identificazione in ciò che vogliamo essere davvero e il contesto a cui vogliamo appartenere e crearlo; organizzare incontri specifici di "formazione" sui grandi aspetti e insegnamenti spirituali volti alla (prima o poi) loro applicazione nel mondo manifesto e in tutti gli aspetti della nostra quotidianità; tentare quindi di unificare l'Intento e il pensiero di tutte le filosofie, discipline e scuole spirituali (l'Universo è UNO); 
Come ho detto nel testo precedente è auspicabile che emergano domande che portino l'individuo ad approfondire eventuali aspetti a lui lontani, sconosciuti e/o di non appartenenza alla sua sfera intellettuale. E' necessario svalicare il pregiudizio. A me sembra chiaro il risultato finale, il percorso per raggiungerlo tuttavia non può che poggiare su domande, sul confronto e sull'ascolto. La verità non la conosce nessuno e credo che questo faccia parte del gioco. L'unica verità che conosciamo è che questa civiltà sta collassando nel dolore e nella sofferenza.

FACCIAMO RETE E SPERIMENTIAMO L’UNIONE TRA NOI A UN LIVELLO MAI VISTO

Grazie infinite.

“E’ molto più grande colui che fa un piccolo passo verso l’illuminazione che colui che spende milioni di parole sull’illuminazione”  Buddha

*Una nota sugli affitti: ovviamente non hanno la stessa natura dei mutui e delle tasse e non vengono elargiti allo stato, ma comunque dobbiamo capire che vivere deve diventare gratis e dobbiamo presto sorpassare il concetto della proprietà privata. Altra cosa da dire è che gli affitti vanno a caricare di costi pesanti  le nostre esistenze e di conseguenza ci vediamo costretti a lavorare troppo, fare lavori che odiamo, fare lavori dannosi o inutili ecc. Anche se nella loro natura, gli affitti, sembrerebbe che non abbiano una radice negativa, di fatto però vanno ad alimentare il sistema.  

UNA BREVE CONDIVISIONE

Ad un certo punto della mia vita, attraverso tutta una serie di eventi, sono stato assunto come operaio da una ditta che lavora dentro  Fincantieri al Muggiano (La Spezia). Arrivavo da una realtà lavorativa che di questa nuova me ne faceva apprezzare gli orari: le sere e i week end liberi. Tuttavia è passato pochissimo tempo prima che iniziassi a manifestare una grandissima insofferenza per il titpo di lavoro, l’ambiente e il contesto. Per di più questo cantiere è specializzato nella costruzioni di navi da guerra e spesso mi trovavo quindi a operare su navi militari e non solo italiane. Stavo contribuendo alla costruzione di strumenti di guerra e di morte, e solo per uno stipendio. Il malessere interiore aumentava enormemente e la fatica che iniziavo a fare produceva una stanchezza gigante, sempre più insostenibile, sia nel corpo che nell’anima. Mi confidavo con mia mamma e lei mi aiutava a cercare di accettare questo lavoro e a ringraziare, per poter creare le basi per un cambiamento. Cercavo di ascoltarla e di applicare questi saggi suggerimenti ma qualcosa mi stava urlando dentro. La mia natura si ribellava prepotentemente. Dopo poco più di un anno, realizzai cosa dovevo fare: avevo impiegato un anno per cercare di accettare questo lavoro, e forse vi ero riuscito,  ma proprio in quell’istante realizzai, come una folgorazione, che se proprio dovevo accettare qualcosa, la prima era la mia più profonda natura. Mi venne in mente, o ricordai, come ero da bambino: ero molto lento nel fare le cose e le facevo secondo la mia energia e anche attraverso la stimolazione che avevo, nella mia natura, delle diverse cose che dovevo fare. Le cose che non mi piacevano, che odiavo e che ritenevo ingiuste, le facevo lentamente o talvolta non le completavo. Di questo ovviamente venivo sgridato e a volte punito. Ma comunque mi è servito ricordarlo perché ho realizzato che se dovevo accettare quel lavoro, dovevo prima accettare la mia natura e quindi ho dato il via a un comportamento straordinario. Ho iniziato per gradi. Ho iniziato a non rispettare più i tempi imposti per le cose che dovevo fare, ho iniziato a sedermi e riposarmi di più quando ne avevo bisogno. Ho iniziato addirittura a rifiutarmi di fare lavori o troppo faticosi o pericolosi fino al punto che sono arrivato a timbrare il cartellino e stare tutto il giorno seduto nella stanzetta che avevamo a disposizione e non fare più niente. Mamma, ho accettato questo lavoro, ma quando vado là, non faccio più niente perché ho prima di tutto accettato la mia natura e lei non vuole farlo. Non è stato facile, ho avuto anche molta paura. Riuscite a immaginare cosa ho mosso dentro ai miei colleghi? Sono passate due settimane di assoluto niente prima che la notizia di questo comportamento arrivasse al titolare. I mie colleghi mi coprivano, non so ancora esattamente perché, erano a dir poco sconvolti da ciò che vedevano. Io li esortavo a non coprirmi perché sapevo bene che io dovevo assumermi le mie responsabilità e loro non dovevano assolutamente essere coinvolti. Infatti un giorno accadde che inevitabilmente un caro collega fosse costretto a rivelare la situazione. Tutto avvenne attraverso dinamiche curiose: non so dire che cosa o dove, questa situazione, ha mosso negli animi di tutti, compreso il titolare, sta di fatto che tutti avevano nei miei confronti un’accondiscendenza e un rispetto inaspettato. Ovviamente non potevo più lavorare  e lì per lì il titolare mi propose di prendere qualche giorno di malattia per riprendermi, riposarmi o riflettere. Io  gli risposi che stavo benissimo e che non ero mai stato così bene in vita mia. Mi sorgeva da dentro un’energia mai provata prima. Mi sentivo come il Sole. Mi propose quindi di firmargli una lettera di dimissioni. Io prontamente dissi no! Mi licenzi te. Lì per lì non sapevo esattamente perché ma mi impuntai su questa scelta. Sapevo che con le tre lettere di richiamo lui non subiva nessuna conseguenza e infatti le cose andarono così. Successivamente realizzai che cosa era stato a farmi impuntare sul fatto che dovesse essere lui a licenziarmi: prima di tutto avevo impiegato un anno per accettare quel lavoro e quindi non potevo essere io ad andarmene. Seconda cosa, molto più importante, il fatto che non me andassi io, ricalcava uno dei più grandi insegnamenti: crea unione e non separazione. L’andarmene sarebbe stata una separazione. Quel lavoro è perfettamente inserito nel mondo in cui viviamo e quindi aveva ragione mia mamma, il primo passo è l’accettazione. L’andarmene rappresentava una sorta di  “vaffanculo”. Quindi ho fatto una cosa straordinaria: ho modificato me stesso, o meglio sono diventato me stesso e questo è stato sufficiente per creare il cambiamento che desideravo, anche di ciò che sarebbe successo dopo. Diventare me stesso significava rifiutarsi di svolgere quel lavoro nonostante comunque ci andassi tutte le mattine perché lo avevo accettato: avevo cambiato la mia realtà dall’interno, non con una separazione. Questa cosa ha innescato tutta una serie di conseguenze meravigliose. Da quel momento la mia vita è diventata meravigliosa. Mi si sono aperte delle opportunità da subito. Ho iniziato un percorso nuovo ricco di opportunità. Ma c’è ancora una cosa che ho capito e forse la più importante: il fatto che mi hanno licenziato è simbolico: il fatto che sono ritornato ad essere me stesso ha portato alla luce la condizione che io non vado bene al sistema. La mia natura non va bene al sistema perché il sistema ha bisogno di soldatini a carica, produttivi e ubbidienti. Impormi sul fatto che mi licenziassero loro, sancisce dunque la mia liberazione definitiva perché è il sistema che si libera di me perché non gli vado bene per come sono davvero. È di una potenza straordinaria questo concetto. Mi hanno buttato fuori loro quindi non mi verranno più a cercare. Come la differenza che ci potrebbe essere tra un evaso e uno che esce per buona condotta. Sono passato dalla parte di là, non ho più né i vantaggi né gli svantaggi del sistema ma sono libero definitivamente e posso creare liberamente il mondo in cui voglio vivere senza oppormi o contrastare quello da cui sono uscito. Non so se capite. 

Nessun commento:

Posta un commento