venerdì 13 febbraio 2015

LETTERA DI DIMISSIONI DA CITTADINO ITALIANO

( E da qualsiasi altra istituzione. - Apolidia )





"Posto che il diritto di cittadinanza è uno dei diritti fondamentali dell'uomo, altrettanto deve dirsi per il riconoscimento dell'apolidia, senza la quale 'il senza patria' non  può accedere al primo." 

Sembra che l'apolidia sia dunque un diritto. 
Nello specifico sembra che venga trattata nel caso e nelle situazioni che si verificano nelle immigrazioni, rifugiati politici, fuggiaschi in genere o semplici immigrati clandestini.
Quindi mi pare di aver capito che in giurisprudenza, l'apolidia è trattata, solo nel caso di esseri umani provenienti comunque dall'estero.
Nella mia breve ricerca in rete non ho trovato traccia di casi di cittadini che vogliono "dare le dimissioni", quindi rinunciare al loro diritto di cittadinanza. 
Questo è possibile solo nel caso di trasferimento all'estero.

Ovviamente forse non esiste traccia , di cittadini che vogliono semplicemente 'dare le dimissioni' (se dovesse esistere, chi ne è a conoscenza, è invitato a contattarmi) perché forse non si è mai verificato un simile caso.
Io dichiaro la mia intenzione di dare le dimissioni da cittadino italiano.
Già di per sé è una dichiarazione paradossale e incongrua perché implicherebbe che in un momento del mio passato io abbia acconsentito ad acquisire tale status.
Il fatto che venga definito un diritto, non significa nulla perché:
- non si ha la possibilità di rinunciarvi senza condizioni imposte (solo in caso di trasferimento della cittadinanza all'estero)
- è comunque uno status imposto alla nascita ed è obbligatoria solo perché la nascita è avvenuta dentro  determinati confini.
In pratica, si stabilisce che l'unico modo di esistere sulla Terra, è all'interno di  un sistema organizzato, e questo è obbligatorio e imposto, ma viene definito un diritto.
Io oggi lo percepisco tutt'altro che come un diritto, ma come imposizione, invece,  perché la società privata denominata Italia, non mi rappresenta in nessun modo. 
Informati QUI e QUI

Non mi rappresenta il governo, nessuno dei partiti politici che lo animano, nessun sistema bancario, economico, tanto meno fiscale, nessun sistema giudiziario, né il sistema sanitario.
La mia coscienza e la mia consapevolezza è apolide e anarchica e voglio che la mia persona (eterna essenza incarnata) venga riconosciuta come tale.
IO SONO è un essere umano, non un cittadino di nessuno stato.
IO SONO  non ha mai scelto di essere cittadino italiano perché non gli è mai stata data la possibilità di farlo.
Non sono mai stato informato e preparato ad una possibile scelta perché tale scelta non esiste.
IO SONO afferma  che sul pianeta Terra dovrebbe essere data la possibilità a tutti i nuovi nati di essere in grado di scegliere, in età adatta, se diventare o meno un cittadino di una qualsiasi corporazione privata denominata Stato, e ovviamente di esistere e vivere sul pianeta con tutti diritti naturali propri di tutti gli esseri viventi, e tali diritti naturali, devono essere garantiti, dalla corporazione privata denominata Stato, nel caso in cui un individuo scelga di non essere cittadino.
Se è vero che è un diritto vi si deve poter  recedere.

Il presupposto è che ogni corporazione privata, denominata Stato, nella sua più remota origine, è un'auto proclamazione.
Tali auto proclamazioni sono documentate nelle bolle papali a partire da "unam sanctam ecclesiam",
la bolla papale di Bonifacio VIII, nel 1302. Informati QUI 
Quindi sono  monarchie che con il tempo hanno  evoluto le loro definizioni e facciate in democrazie ma che di fatto sono dittature capeggiate dai più grandi capitali monetari del pianeta.
Tutto ciò non mi rappresenta.
Devo poter essere libero di scegliere se partecipare all'organizzazione che sta distruggendo il pianeta e tutte le sue forme di vita, svilendo la natura umana e procedendo verso la totale distruzione, altrimenti è la prova stessa che siamo schiavi di una dittatura.
Non riconosco la legittimità morale, all'interno delle leggi naturali universali, dell'esistenza sul pianeta in cui vivo di tali corporazione private, denominate Stati, ma ne tollero  tuttavia la presenza per rispetto degli esseri umani che di fatto e naturalmente sono come me, ma non sanno di esserlo e deciderebbero comunque, se gliene fosse data la possibilità, di essere cittadini di tali corporazioni.
Ognuno è responsabile di ciò che fa, di ciò che dice e di ciò che pensa.
IO SONO non può fermare la distruzione, non vuole e non deve e il libero arbitrio deve poter essere garantito. 
Ma IO SONO deve poter dissociarsi ed escludersi da ciò in cui non si identifica.
Per contro, pretendo che gli stessi cittadini e le corporazioni che li rappresentano, riconoscano in IO SONO tale diritto, altrimenti è la prova che siamo TUTTI schiavi di una dittatura.

Gli unici problemi che potrebbero sorgere sono di natura pratica per la convivenza sul pianeta di due diverse e opposte ideologie, ma penso che una volta stabilito reciprocamente il diritto all'esistenza, le soluzioni saranno facili da trovare.
Le condizioni verranno  stabilite da IO SONO, cioè da chi si dissocia, perché  essendo tali condizioni in armonia con le leggi naturali, dovranno essere accettate e rispettate.

Qui sotto una breve traccia provvisoria.

IO SONO rinuncia 
al trattamento pensionistico
al trattamento sanitario nel caso di malattie gravi
(IO SONO ha un personale rapporto sia con la vita che con la morte e con tutto ciò che sta in mezzo)
Ci si auspica che il soccorso, se e quando necessario, venga comunque garantito, come diritto naturale all'esistenza. Ovviamente i costi saranno valutati e affrontati.
Tutto il resto è già servito dietro pagamento. (servizio idrico, elettrico, energia in genere, mezzi di trasporto)
IO SONO  deve poter essere libero di esercitare il proprio talento e procurarsi il sostentamento nel modo a lui più naturale senza nessuno obbligo di nessun tipo e nessun vincolo, né economico né pratico o strutturale, solo la sicurezza propria e altrui e il rispetto dell'ambiente devono essere garantiti.
IO SONO  deve poter essere libero di vivere dove e come vuole, nessun obbligo né di spazio né di luogo, nessuna coercizione da regolamenti comunali quali piani regolatori o regolamenti urbanistici. 
Devono e possono essere garantite solo aspetti come ad esempio le distanze.
IO SONO deve poter essere libero di spostarsi in tutto il pianeta, come vuole e come può.
Il riconoscimento di apolidia deve essere garantita da tutte le corporazioni denominate Stati.

Questa breve traccia provvisoria è solo un'idea. E' oltremodo prevedibile che la convivenza tra le due opposte ideologie sia verosimilmente difficile da attuare, tuttavia possibili difficoltà non possono e non devono fare da deterrente allo sviluppo e al riconoscimento di tale nuovo e armonioso status.
Una volta stabilito e riconosciuto il diritto all'esistenza libera e alla scelta, la strada per la convivenza deve e può essere trovata, altrimenti verrà considerato il mancato riconoscimento della vera natura libera dell'essere umano,  la prova che siamo TUTTI  schiavi di una dittatura.

Questo articolo o lettera vuole essere un contenuto capace di stimolare riflessioni e presto, perché no, anche azioni che porteranno al compimento della libertà.
Sono convinto che moltissimi Esseri Umani che leggeranno queste righe, si riconoscono in questo contenuto e tra loro ci saranno sicuramente brillanti menti capaci di iniziare tale percorso e  un eventuale  dialogo appropriato con le corporazioni private, sottolineando il fatto che qualsiasi rifiuto sarà interpretato come una schiavitù sancita e decretata.

IO SONO 
Davide Ragozzini







7 commenti:

  1. perche' scrivi "IO SONO" maiuscolo?

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  2. Gent.imo Anonimo delle 03:50,
    è forse 'necessario' rispondere alla domanda.....!?

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  3. come si dice... domandare è lecito, rispondere è cortesia.

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  4. l'ho scritto in maiuscolo perché non c'è la possibilità tecnica di scriverlo luminoso

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  5. grazie, per la risposta.

    ora la devo capire.

    ciao

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  6. Ciao Davide, interessante riflessione. Mi ha fatto tornare a mente alcuni scritti di J.J. Rosseau. Prima di te si era posto la domanda anche il Signor G, ma non c'e' risposta. Comunque non si puo' rinunciare alla cittadinanza in quanto e' uno stato, teoricamente l'unico che potrebbe togliertela e' lo Stato stesso per gravi crimini contro la patria, come ad esempio il tradimento in caso di guerra (unico caso in cui il codice di guerra prevedeva la pena di morte - articolo abrogato). Unica possibilita' visto che il nostro codice non lo prevede, prendere la cittadinanza di uno stato che prevede la rinuncia volontaria dilella cittadinanza e lo stato di apolide oppure di uno stato non riconosciuto dagli altri Stati come ad esempio la Palestina. Ovviamente sono tutti teorici e difficilmente applicabili. Ciao. Walter

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  7. tendenzialmente vorrei saperne di più e se possibile attuarlo insieme ad altri.
    Da sempre cerco di vivere in modo autosufficiente e non mi riconosco nella istituzione statale.

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